La trappola delle detrazioni fiscali

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Detrazioni fiscali: la trappola nei 730 e dichiarazioni dei redditi

Quest’anno contribuenti e intermediari si confronteranno per la prima volta con l’obbligo di pagamento tracciato per fruire delle detrazioni fiscali, in vigore dal 1° gennaio 2020.

Da tale data un requisito essenziale per la detrazione delle spese è aver sostenuto la stessa con pagamento tracciato. Fanno eccezione le spese presso farmacie, ticket e spese sostenute in strutture accreditate al SSN.

Nell’anno della pandemia c’è stata una spinta ai pagamenti digitali e in modalità contactless. E’ probabile che molti a inizio 2020, e nemmeno successivamente, non abbiano seguito correttamente la nuova procedura.

Andiamo ad analizzare le varie casistiche

Se la spesa è stata pagata in contanti, la detrazione è senza dubbio persa. Nel caso di pagamento tracciato, ma con prova documentale incompleta, occorre poter documentare il flusso di denaro dal soggetto che effettua il pagamento a quello che lo incassa.

Le situazioni che potrebbero verificarsi per Caf e professionisti sono svariate. Ad esempio: pagamenti attraverso carte di credito, debito, prepagate, pagamenti con app e altri sistemi (come Paypal, wallet smartphone, Satispay, Amazon Pay e altri).

Come precedentemente scritto, Il contribuente, dovrà presentare al Caf o al professionista i documenti che colleghino la spesa alla propria identità e a quella del destinatario del pagamento.

Per questo motivo, nel caso di pagamento con carta di credito è sempre necessario l’estratto conto della carta per individuare i soggetti coinvolti. La ricevuta pos non attesta il trasferimento di denaro.

Se il pagamento è stato effettuato con carta di debito (bancomat) si ritiene sufficiente la ricevuta Pos ma si consiglia l’esibizione anche dell’estratto conto bancario collegato.

Nel caso in cui non sia disponibile la ricevuta del Pos, l’estratto conto salva comunque la detrazione.

Se il pagamento è effettuato con carte prepagate basta la ricevuta Pos, se questa non fosse disponibile (ad esempio per pagamento effettuato online) dovrebbe essere sufficiente la stampa dei movimenti dal sito o dall’app collegati alla carta.

Nel caso in cui il pagamento sia effettuato con app o altri sistemi elettronici occorre sempre esibire l’estratto conto del mezzo elettronico e, se disponibile, o la stampa della ricevuta elettronica della transazione in cui siano identificati i soggetti coinvolti.

Inutile gridare allo scandalo

Questo appesantimento dell’onere documentale a carico del contribuente non può che essere ritenuto senza ogni logica, soprattutto quando l’amministrazione finanziaria, comunica le spese detraibili all’interno del precompilato.

In questo modo le informazioni vengono doppiamente comunicate. I fornitori comunicano le spese che rientrano nel precompilato ed i contribuenti per poter detrarre le spese dimostrano di aver pagato con metodo tracciato.

Si capisce la volontà dell’amministrazione di eliminare il contante, ma tutte queste richieste documentali portano molti contribuenti ad essere in difficoltà ed a perdere le detrazioni fiscali.

Se per eliminare il contante bisogna eliminare anche le detrazioni fiscali, questa è la strada giusta.

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